Descrizione
Egregio don Claudio,
gentili componenti del Consiglio,
l’obiettivo dell’Amministrazione è tutelare l’accesso al mare delle persone fragili e renderlo possibile anche a chi, oltre alla disabilità o alle difficoltà dell’età, deve affrontare la mancanza di risorse economiche. È questo il punto dal quale partire per un confronto serio sulla futura organizzazione della spiaggia.
Il valore dell’accoglienza offerta dalla Fondazione è stato riconosciuto ripetutamente. L’impegno dei volontari, l’assistenza agli ospiti e il sostegno alle famiglie costituiscono un’esperienza meritoria. Riconoscerla significa anche domandarsi come conservarne le funzioni ed estenderne i benefici, attraverso una gestione coerente con le regole e con la natura pubblica dell’arenile.
Nella Sua lettera questa possibilità viene presentata come un’illusione, mentre la perdita dei servizi viene descritta come una conseguenza pressoché certa. *Una previsione, per quanto ripetuta con convinzione, non è una dimostrazione.* Occorre confrontarsi sugli spazi, sui servizi, sulle condizioni economiche e sull’organizzazione necessaria.
Il Piano prevede una *spiaggia libera attrezzata, con un gestore e servizi anche per chi accede gratuitamente. Il fronte complessivo passerà dagli attuali **38 metri a 67 metri*, con un ampliamento di 29 metri. Nella configurazione prevista, metà sarà destinata alla parte attrezzata e metà alla fruizione libera e gratuita, con servizi di accessibilità e salvamento assicurati dal gestore anche in quest’ultima. Nella parte attrezzata potranno essere organizzati servizi a pagamento, anche mediante abbonamenti settimanali o quindicinali nei limiti consentiti.
Questa configurazione richiede un progetto adeguato. Percorsi protetti, spazi di manovra, ausili, assistenza alla balneazione e organizzazione del personale devono trovare risposte concrete. Il collegamento con la struttura potrà essere valorizzato, assicurando al contempo un accesso effettivo anche a chi non vi soggiorna. L’ampliamento offre nuove possibilità progettuali; la disposizione e la capacità di accoglienza dovranno essere verificate sulla base delle superfici e delle esigenze reali.
Non abbiamo proposto di affidare l’ingresso in mare delle persone con disabilità alla commozione dei bagnanti. *Abbiamo indicato l’obiettivo di rendere accessibilità e qualità dei servizi impegni concreti e verificabili della futura gestione.* Una passerella, da sola, non sostituisce l’assistenza alla persona: proprio per questo l’esperienza maturata dalla Fondazione potrebbe contribuire alla qualità del progetto e sarà possibile valorizzare nei criteri di gara le proposte dedicate alle persone più fragili, nel rispetto della parità di trattamento.
Il punto decisivo della Sua lettera è però un altro: la Fondazione annuncia fin d’ora che non prenderà in esame la partecipazione ai bandi.
È una posizione della quale prendiamo atto. *La decisione di non concorrere alla futura gestione non può tuttavia essere presentata come un’esclusione imposta dall’Amministrazione.* Se ritenete che esistano ostacoli economici, organizzativi o tecnici insuperabili, occorre indicarli e documentarli. Definirsi «artigiani di rapporti umani» esprime un’identità che rispetto, ma non chiarisce quali condizioni renderebbero impraticabile una proposta.
Anche il venir meno dei volontari viene prospettato come pressoché inevitabile. Il loro contributo merita pieno riconoscimento, ma nella lettera non viene spiegato perché non potrebbero essere studiate forme di continuità o collaborazione. È un tema sul quale lavorare, anziché assumere la perdita dell’assistenza come una conclusione già acquisita.
Lei richiama più volte le oltre 500 persone fragili accolte durante l’ultima stagione. È un dato che testimonia il valore dell’attività svolta. Non dimostra che quelle persone debbano necessariamente perdere la possibilità di frequentare il mare, né consente di considerare marginali le esigenze di chi oggi non beneficia della medesima accoglienza.
*La fragilità non coincide con l’essere ospiti della Fondazione.* Vi sono persone con le stesse disabilità e gli stessi bisogni degli attuali utenti che non possono permettersi i servizi balneari a pagamento o un soggiorno, anche a prezzo contenuto. Il fatto che la Fondazione già aiuti famiglie economicamente svantaggiate è un merito; resta il bisogno di chi dispone di mezzi ancora minori o cerca semplicemente una giornata al mare accessibile.
Proprio l’ispirazione cristiana che Lei richiama rende la chiusura annunciata ancora più difficile da comprendere. Da una Fondazione che pone al centro della propria missione l’accoglienza delle persone fragili, ci si attenderebbe la disponibilità a verificare come estendere il bene già realizzato a chi vive le stesse difficoltà, aggravate dalla povertà.
Lei scrive che la nuova organizzazione potrebbe accontentare «qualche persona disabile e fragile che oggi non frequenta la nostra struttura». Quelle persone meritano ben più di un inciso. Hanno la stessa dignità degli attuali ospiti e i loro bisogni devono trovare spazio nel progetto. *Il numero di coloro che avete meritoriamente accolto non può diventare un argomento per ridimensionare il valore di chi potrebbe essere accolto domani.*
Dalla vostra ispirazione cristiana ci si attenderebbe che questa possibilità fosse accolta come un’occasione per ampliare la missione della Fondazione. Sarebbe comprensibile rappresentare difficoltà concrete, documentare costi, chiedere condizioni sostenibili e proporre soluzioni. È invece difficile conciliare quella missione con la decisione preventiva di non prendere neppure in esame la partecipazione, accompagnata dalla certezza proclamata che il tentativo di estendere l’accoglienza sia destinato a fallire.
Il richiamo a don Milani impegna anche in questa direzione: chi alla disabilità aggiunge la povertà parte da uno svantaggio ulteriore. L’uguaglianza sostanziale che Lei invoca richiede di considerarlo pienamente. E le persone che frequentano le spiagge libere, descritte nella Sua lettera attraverso espressioni come «popolani» e «carnaio», meritano lo stesso rispetto e la stessa cura che giustamente rivendica per gli ospiti della Fondazione.
*Non Le chiedo di rinunciare all’identità della vostra opera, né di assumere impegni economicamente insostenibili. Le chiedo di misurare la possibilità di estenderne i benefici con la stessa serietà e determinazione dedicate alla difesa dell’assetto attuale.*
Quanto alle norme, le contestazioni devono essere formulate con riferimenti precisi. L’articolo 30 della legge regionale n. 1/2024 individua le tipologie di strutture balneari senza prevedere una categoria autonoma denominata «bagni di beneficenza». I riferimenti ancora presenti in altre disposizioni regionali devono essere coordinati con questa disciplina e con le procedure applicabili. Richiamare genericamente interpretazioni alternative non dimostra un diritto al mantenimento dell’attuale assetto o alla prosecuzione automatica della gestione.
L’affidamento della futura spiaggia libera attrezzata dovrà avvenire attraverso una procedura pubblica di selezione, nel rispetto della disciplina applicabile. La Fondazione potrà concorrere mettendo a frutto le proprie competenze; l’eventuale aggiudicazione dipenderà dalla proposta e dall’esito della procedura.
Il principio di sussidiarietà invita a valorizzare le iniziative di interesse generale e merita piena considerazione. Non attribuisce però, da solo, un diritto a conservare una determinata concessione alle medesime condizioni. *Il valore dell’attività sociale e il titolo per gestire un bene demaniale sono questioni collegate, ma non coincidenti.*
Respingo inoltre l’equivalenza tra mancato accoglimento delle richieste e assenza di ascolto. Il percorso del Piano è stato accompagnato da incontri pubblici e occasioni di confronto con la popolazione. Le testimonianze ricevute meritano attenzione; l’Amministrazione deve anche considerare esigenze ulteriori e assumere decisioni motivate nell’interesse della collettività.
L’iniziativa della Fondazione per sollecitare l’invio di email al Comune attraverso una bozza comune è documentata. Il dissenso è legittimo, ma la ripetizione delle stesse contestazioni non sostituisce l’approfondimento e non prova che siano state ignorate. *L’impegno profuso nella campagna di protesta sarebbe oggi più utilmente rivolto alla definizione di un progetto capace di tutelare gli attuali ospiti e includere anche altri fragili meno abbienti.* È su questa disponibilità concreta che ci si attende coerenza tra i valori richiamati e le scelte compiute.
I riferimenti alle «fate turchine», ai «sogni donchisciotteschi» e all’«aria fritta», così come le allusioni alla mia capacità di comprendere ciò che sarebbe evidente persino a un bambino, non aiutano a risolvere nessuna delle questioni sollevate. Da chi rappresenta una realtà con una rilevante funzione sociale ed educativa è ragionevole attendersi un linguaggio coerente con quella responsabilità. La svalutazione personale dell’interlocutore non rende più fondate le proprie ragioni.
L’Amministrazione si assume la responsabilità delle proprie scelte e delle condizioni della futura gestione. *Non può accettare che le venga attribuita preventivamente ogni conseguenza di una rinuncia che la Fondazione annuncia come propria decisione.*
La invito pertanto a trasmettere i rilievi tecnici e amministrativi richiamati nel Suo post scriptum, insieme alle specifiche condizioni che ritenete necessarie per proseguire l’attività. Saranno elementi sui quali confrontarsi nel merito.
L’obiettivo resta tutelare le persone oggi accolte e aprire opportunità anche a chi ha gli stessi bisogni e minori risorse. Per perseguirlo servono progetti, impegni verificabili e disponibilità a misurarsi con le soluzioni possibili. L’Amministrazione è disponibile a questo confronto e si attende dalla Fondazione la stessa concretezza.